I.I.S. "U. Pomilio"

 

 

 

CENNI STORICI SU CHIETI

blog post image

                                                                                                    Chieti

                                                                               (55.709 abitanti, 330 m. slm)

La città di Chieti vanta origini antichissime. Il nome italico Teate, evoca una provenienza misteriosa; Strabone ci tramanda una curiosa derivazione di Teate da Tegeate, città dell’Arcadia, e alcuni storici del Seicento rivendicano addirittura una fondazione ad opera di eroi e semidivinità greche: forse Ercole o Achille.
Un’ipotesi meno fantasiosa ma più attendibile quella che attribuisce a Chieti un’origine italica nel cui idioma Teate significherebbe “collina boscosa”. Abitata dalle antichissime genti osche fu invasa da popolazioni appartenenti alla tribù dei Marsi intorno al 1000 a.C. Questi, preso il nome di Marrucini, si stanziarono sulle terre intorno a un’altura che domina la valle del fiume Pescara. La città divenne il centro più importante del territorio dei Marrucini che vissero in buoni rapporti con la potenza di Roma. Ma in seguito al mancato riconoscimento della cittadinanza, si unirono alle altre popolazioni italiche locali, scatenando nel primo secolo avanti Cristo la guerra sociale.
Al termine di lunghi combattimenti, Roma dovette riconoscere loro la cittadinanza e Teate divenne municipio di una certa importanza col nome di Teate Marrucinorum. Il periodo di massimo splendore per la città è da individuare tra la fine della repubblica e il primo secolo dell'età imperiale, grazie al mecenatismo di alcune illustri famiglie teatine tra cui spicca il nome degli Asinii.
Devastata dalle invasioni barbariche, divenne parte del Ducato di Benevento, fu poi capoluogo della vasta contea di Teate che, assoggettata dai normanni, tornò autonoma con gli svevi nel secolo XIII. Con Alfonso I re di Napoli (1442-1458) la città godette di notevoli privilegi e venne nominata metropoli degli Abruzzi.
Intorno al 1550 combattè a difesa del regno contro le invasioni francesi. Nel 1646, quando l'Abruzzo fu suddiviso nelle due province dell'Aquila e di Chieti, questa divenne feudo dei Caracciolo e solo nel secolo successivo riacquistò le libertà demaniali. Testimonianze romane sono i tre piccoli tempietti (I secolo d.C.), i resti del teatro, le grandi terme (alimentate da una cisterna costituita da nove vani scavati in una collina). L’antico foro era situato all'altezza dell’attuale Seminario, dove sono state rinvenute numerose iscrizioni pubbliche, un mosaico, un muro reticolato e un gruppo di edifici sacri che ne delimitano l'area su due lati.
Di questo insieme, l’elemento di maggior rilievo è un complesso costituito da due tempietti gemelli della seconda metà del I sec. d.C., e da un terzo tempietto minore e più tardo, tutti posti sopra un alto podio. Nella zona più alta della Civitella è ubicato il teatro che con i suoi 84 m. di diametro poteva accogliere circa 5.000 spettatori.
La Cattedrale, d’origine altomedievale, fu ricostruita nel secolo XI e più volte rimaneggiata. La chiesa di Santa Maria del Tricalle (1317), sulla strada per Pescara, a pianta ottagonale, venne in parte rifatta nel Quattrocento. Da segnalare la Pinacoteca Costantino Barbella, con opere dei secoli XIV-XX. Il Museo archeologico nazionale conserva notevoli reperti provenienti dagli scavi della regione (celebre la statua del Guerriero di Capestrano, del VI secolo a.C.). Chieti è sede di alcune facoltà universitarie (medicina, lettere).
La linea ferroviaria Pescara-Sulmona ha favorito lo sviluppo urbano e gli insediamenti industriali soprattutto nel nuovo rione Chieti Scalo (settori tabacco, ceramica, gomma, laterizi, cellulosa, abbigliamento, alimentare, metalmeccanico). L’attività agricola, un tempo primaria, occupa ora una posizione di secondo piano nell’economia della provincia. Fiorente l’artigianato (ceramica, merletti, tessuti tipici, ferro, legno).