I.I.S. "U. Pomilio"

 

 

 

VELIA: UNA VITA NELLA STORIA

 

Mi chiamo Velia Esposito, sono nata  a Fiume il 5 Aprile 1924, e, insieme alla mia famiglia, ho vissuto i primi anni della mia vita tra Trieste e Pola. Nel ’40, a causa della guerra, ci siamo rifugiati a Tripoli; da lì, dopo poco tempo, siamo stati costretti a ripartire per l’Italia per un incidente che portò il mio papà a una morte prematura. Tornammo a Pola per gestire il negozio di biciclette abbandonato da mio fratello che, nel frattempo, era stato chiamato alle armi in Sardegna e, in seguito, preso prigioniero dai Tedeschi e trasferito in Germania.

Finita la guerra, partecipai attivamente alle manifestazioni affinchè la Dalmazia e l’Istria rimanessero italiane e non finissero nelle mani di Tito, il dittatore jugoslavo, che aveva instaurato un vero e proprio regime di terrore. Ricordo ancora, come se fosse ieri, quando i suoi uomini fecero esplodere delle mine sulla spiaggia dove noi giovani  facevamo merenda uccidendo decine di innocenti colpevoli soltanto di essere Italiani oppure quando tre sorelle che non vollero concedersi agli Slavi furono barbaramente torturate fino alla morte. Tutti noi Italiani eravamo in pericolo così la mia famiglia decise di fuggire. Riuscimmo a metterci in salvo imbarcandoci su una nave di fortuna che, costa- costa, ci fece approdare a Pescara dove abbiamo vissuto fino ad oggi senza mai dimenticare quelle migliaia di persone che, dopo essere state seviziate e fucilate, alcune ancora vive, vennero infoibate perché, come noi, erano Italiane o  contrarie al regime comunista.

 

Fagnano Sara   III TA

Cataldo Celine   II TI

 

La verità che ferisce il cuore

 

Velia Esposito è una signora minuta che, a prima vista, sembra molto fragile. Invece è una donna piena di forza, di energia e, nonostante l’età, di tanta voglia di lottare ancora. Oggi combatte per far sapere la verità su una parte tristissima della nostra storia e del nostro passato. E’ una donna che ha vissuto intensamente, dagli anni della sua infanzia fino ad ora, senza mai perdere il sorriso e pronta a farsi ancora avanti per raccontare agli studenti fatti ed eventi legati alla sua città natale, Pola. Nonostante quello che ha vissuto quando era giovane, non ha permesso che dolore, paura e sofferenza condizionassero il suo futuro, anzi ne ha fatto un prezioso insegnamento di vita che, come ci ha raccontato lei stessa in Aula Magna, le ha consentito di vivere la sua esistenza, giorno per giorno, intensamente e senza ripensamenti. Si è messa a nostra disposizione per raccontarci, passo dopo passo, la verità che ha segnato il suo passato e il nostro facendoci sorridere e anche commuovere. Una lezione di vita e della nostra storia che certo non dimenticheremo mai.

 

Celine Cataldo     II TI